Quote rosa (e dintorni): rivoluzionare il lavoro?

“Questo post a blog unificati nasce da un’idea e uno scambio di vedute su Twitter e in rete tra Monica Cristina Massola, Stefania Boleso, Lorenza Rebuzzini, Manuela Cervetti, Benedetta Gargiulo, Maria Cimarelli, Paola Liberace e Mariangela Ziller.

Dopo uno stralcio di scambi in rete

Non basta essere donne per esser candidate, anche questa è strumentalizzazione.”
Mi piacerebbe molto però se chiedendosi “chi c’è di bravo?” venissero in mente donne
“Il punto è: basta questo per introdurre gente a caso (come avverrà in CDA banche) purché donna?”
Sono sicura ci siano donne in gamba pronte per assumere ruoli importanti. Come fargli avere la chance?
“Sempre più mi è chiaro che non si tratta di part time o di conciliazione: che bisogna rivoluzionare il lavoro, nulla di meno”
“Rivoluzionare il lavoro!! E’ l’unica. Ma partendo dalle donne (dalle mamme!), non dall’imitazione degli uomini.”
(seguendo in Twitter l’hashtag #rivoluzionareillavoro e #quoterosa troverete alcune tracce di frasi che ci hanno fatto riflettere…)

abbiamo pensato di scrivere sugli argomenti delle reali opportunità per le donne nel mondo professionale: su come rivoluzionare l’organizzazione attuale del lavoro, e sulla legge attualmente in discussione sulle quote rosa nei CdA.”

Eccoci qui.

Domani sarà un giorno importantissimo per tutte noi se passerà in Senato il disegno di legge sulle Quote Rosa nei Consigli di amministrazione delle società quotate.

Il mio personale punto di vista è che non importa oggi se siamo d’accordo al 100% o solo in parte: oggi dobbiamo essere unite nel sostenerla.

Perchè è un’opportunità che non capita spesso, anzi praticamente MAI.

Perchè bisogna avere il coraggio di rinunciare a una piccola parte di se stesse per unirsi in un progetto unico che ci rappresenti.

Perchè noi donne, spesso, ragioniamo per differenze e non per similitudini: se così fosse, penso sia il momento di trovare nelle altre e nelle loro proposte e idee gli aspetti che ci piacciono e uniscono, non solo ciò che ci divide e non ci piace.

E’ per dare questo messaggio (di unione) che nel nostro piccolo ci siamo unite in 7 blog, proprio oggi, per ricordare che domani abbiamo una grande chance.

Parliamone, facciamoci sentire, sosteniamola.

Working Mothers Italy ha già inviato un messaggio di sostegno alla proposta di legge al Presidente del Senato come di seguito:

Gentile Presidente,
ho seguito il lungo iter della Proposta di Legge sulle quote di genere nei CdA della società quotate presentato dall’On. Golfo e dall’On. Mosca, apprezzando il lavoro di analisi e discussione svolto alla Camera.
Il testo attuale è equilibrato e in linea con gli orientamenti di tutti i Paesi Europei. Certamente si tratta di una legge che introdurrà grandi cambiamenti ma solo nel senso di una maggiore meritocrazia, inclusione e rispetto delle pari opportunità. Approvandola, il Parlamento tutto dimostrerà di saper e voler lavorare seriamente per lo sviluppo e la crescita economica e democratica del Paese.
Per questo, La ringrazio per l’attenzione data a quest’importante proposta e, come Presidente di un’associazione che raccoglie nel suo network più di 2.000 mamme che lavorano, Le chiedo di vigilare affinché il disegno di Legge possa giungere al più presto in Aula al Senato senza modifiche che ne stravolgano il senso e affinché il Parlamento non venga esautorato dal suo ruolo con pressioni di alcun tipo.
RingraziandoLa per l’attenzione e confidando nell’imparzialità e nel ferreo rispetto delle regole che ha dimostrato nello svolgimento del Suo mandato, Le porgo i miei più cordiali saluti.

Buon lavoro,
Maria Cimarelli – Presidente Working Mothers Italy”

Ecco i blog dove ci troverete:
http://www.mammeacrobate.com/work.html
http://www.workingmothersitaly.com/category/blog/
http://www.pensieridistefania.blogspot.com/
http://milanoelorenza.blogspot.com/
http://pontitibetani.wordpress.com/
http://donneinritardo.blogspot.com/
http://www.controgliasilinido.com

Vi aspettiamo!
Maria Cimarelli



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5 Responses to “Quote rosa (e dintorni): rivoluzionare il lavoro?”

  1. Patrizia Polito says:

    Ecco i miei due cents. Perdonatemi, ma l’idea delle quote rose la trovo terrificante. Mi sembra di dover accettare un compromesso: o quota o non esisti. In queste condizioni, la scelta di sostenere o meno la legge, semplicemente, non c’è. Essere ridotta a una quota la trovo una condizione inaccettabile e irricevibile per un motivo semplice: vorrei far parte di un cda perchè sono brava non perchè sono una donna e faccio parte di una quota. Accettando l’idea di doversi imporre perchè una legge lo dice non risolve un problema che, principalmente, ha un carattere culturale. E sono altresì convinta che una legge come questa rafforzi terribilmente il concetto di maschilismo, mai così prepotente nella nostra società, come oggi e soprattutto non aiuti il riconoscimento delle capacità della donna sul lavoro. Il rischio che vedo è di essere tollerata perchè imposta ma scarsamente considerata. Troppe volte sul lavoro ho sentito dire: “ci serve la quota rosa. Chi chiamiamo?” Ecco, invece vorrei sentir dire: “voglio maria rossi perchè è una PERSONA in gamba! E’ la professionista che fa al caso nostro”. Francamente credo che il riconoscimento sia la strada giusta, lo dico da donna, da madre di due figlie e da moglie. Detto questo, capisco la necessità di essere pragmatici (una delle tante cose in cui noi donne siamo molto brave!) e quindi il sostegno alla legge è sacrosanto. Però, un richiamo a noi tutte lo voglio fare: dobbiamo lavorare sul dato culturale. Ci vorrà certamente molto tempo ma è necessario affiancare le due modalità per avere un risultato concreto.

    • admin says:

      Avere la certezza di quote di rappresentanza non significa sedersi e guardare chi lavora. Penso sia solo l’inizio di un percorso che, se intrapreso con il passaggio domani in Senato della legge, ci vedrà a dover dimostrare la NECESSITA’ della nostra presenza in certi ambiti e non il DOVERE. 🙂

  2. lucio says:

    le quote rosa non sono la soluzione al problema delle donne sul lavoro ….infatti in svezia le stesse donne vogliono abolirla !!Sono necessari altri mezzi come ad es la detassazione del lavoro femminile e l’obbligo di congedo parentale anche ai papa’ !!

    • admin says:

      Siamo d’accordo Lucio. Infatti come Working Mothers Italy non supportiamo solo questa iniziativa ma altrettante importanti per questo obiettivo. A proposito… In Svezia le vorranno anche abolire ma quanti anni ne hanno usufruito? Anche i bimbi ad un certo punto abbandonano gli strumenti o i giochi che hanno contribuito a farli crescere.. infatti questa legge prevede “solo” 3 rinnovi del CdA non cento anno di Quote Rosa. 🙂

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