WMI sostiene la Women Lobby per il congedo di maternità al Parlamento Europeo

Working Mothers Italy è parte del Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne e perciò sostiene la campagna della Lobby Europea delle Donne e del Coordinamento Italiano in favore della direttiva sul congedo di maternità che dovrà essere votata mercoledì 20 Ottobre al Parlamento Europeo.

E’ importante che le mamme facciano parte di WMI anche come         SOCIE ISCRITTE per dare maggior peso possibile alle nostre richieste e iniziative.

A tale proposito riporto il testo della lettera inviata agli europarlamentari italiani e in allegato il file con gli emendamenti proposti a modifica dell’attuale legge.

Emendamenti Leggi Maternità Parlamento Europeo_ott2010

lobby delle donne

“All’attenzione dei Membri del Parlamento Europeo

Roma, 7 ottobre 2010

Oggetto: voto del Parlamento Europeo sulla Direttiva Maternità.

Onorevole Deputato-

Ci rivolgiamo a Lei , come Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne, la più grande ONG di associazioni femminili dell’Unione Europea, poiché il voto finale sulla revisione della ‘Direttiva sul Congedo di Maternità’ si avvicina e possa, in tale occasione, manifestare il proprio sostegno alle istanze della Lobby Europea delle Donne stessa e, di conseguenza, agli interessi delle donne italiane e dell’Unione Europea.

In tempi di crescente incertezza economica e di mutamenti demografici, che l’Europa non può ignorare, è essenziale che le Istituzioni Europee proteggano e rafforzino i diritti delle lavoratrici gestanti, delle donne che hanno appena partorito e delle donne in periodo di allattamento.

Giudichiamo il rapporto votato dalla Commissione FEMM un ottimo risultato in confronto alla precedente Direttiva del 1992 ed anche alla stessa proposta della Commissione Europea.

Desideriamo, pertanto, sottoporre alla Sua attenzione i seguenti punti che riteniamo debbano essere al centro della riforma della Direttiva sul Congedo di Maternità.

1. Stipendio al 100% (emendamenti 40 e 64):
La disposizione sullo stipendio intero è, a nostro parere, la pietra angolare di questa Direttiva. Garantire che le donne ricevano lo stipendio intero, senza riduzioni, per tutta la durata del congedo di maternità, è l’unico modo per assicurare alle donne, che hanno partorito da poco , una parità sostanziale e non formale oltre a non venire penalizzate per la loro scelta di maternità..
Siamo convinte che le Istituzioni Europee debbano evitare che le donne si trovino a dover scegliere tra lavoro e maternità per questioni economiche. Inoltre, la questione della retribuzione durante il congedo di maternità non può essere scissa dalla più ampia questione del differenziale salariale (gender gap), in quanto la riduzione di retribuzione durante il congedo di maternità (peculiarità delle lavoratrici) contribuisce, in maniera significativa, ad aumentare la disuguaglianza di genere durante tutto il ciclo della vita della donna stessa. In termini di costi economici, nella maggior parte degli Stati membri, sono i sistemi di Welfare ad erogare il salario durante il periodo di congedo per maternità e non i datori di lavoro, consentendo a questi ultimi di risparmiare sullo stipendio della lavoratrice in maternità, e dando loro la possibilità di usare quel denaro per assumere temporaneamente una persona in sostituzione di questa.

2. Durata di 20 settimane (emendamento 38):
Un congedo di maternità di 20 settimane permetterebbe alle donne di poter seguire le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’OIL sull’ allattamento al seno, e più in generale, consentirebbe alle donne di prendersi quel periodo di tempo necessario per rimettersi dopo il parto, senza limitarne le loro opportunità lavorative. I dati OCSE del 2006 dimostrano, infatti, come quei paesi con congedi di maternità più lunghi, abbiano tassi di occupazione femminile più elevati: ( oltre l’80% in Islanda ed oltre il 70%, in Danimarca e Svezia., Tassi di occupazione ben al di sopra della media OCSE del 57%). Risulta, inoltre, che ad un più lungo congedo di maternità corrisponda un migliore sviluppo cognitivo del bambino.

3. Tutela contro le discriminazioni (emendamento 52):
La nuova legislazione Europea dovrebbe avere come obiettivo centrale e prioritario la tutela dei diritti della donna lavoratrice al rientro sul posto di lavoro al termine del congedo di maternità, Il contenuto della proposta FEMM propone tale tutela in maniera abbastanza efficace, per esempio rafforzando i diritti delle madri che allattano, e proteggendo le donne da turni di lavoro notturno, lavoro straordinario, e dal licenziamento. Questo che rappresenta un punto centrale della nuova normativa, diviene un passo in avanti importante verso la creazione di un ambiente di lavoro che prenda sul serio i bisogni ed il ciclo di vita delle donne stesse.

4. Congedo di paternità retribuito (emendamento 50): la condivisione del lavoro di cura dei figli tra donne e uomini è una delle condizioni necessarie per realizzare la parità di genere e per permettere agli uomini di vivere pienamente la propria genitorialità. Le disposizioni normative in favore di un congedo di paternità non trasferibile di almeno due settimane sono una delle misure di base per raggiungere tale finalità..

La Lobby Europea delle Donne ed il Coordinamento Italiano ritengono che qualsiasi discussione normativa finalizzata al miglioramento delle condizioni di lavoro delle donne, debba fare parte di un dibattito più ampio su come l’Europa possa rendere reale la parità tra donne e uomini . Le misure adottate nella presente direttiva sono essenziali per garantire che le donne di tutta Europa siano parte di un mercato del lavoro che prenda sul serio le loro scelte di vita, anziché emarginarle quando hanno figli, contribuendo, così, ad una condivisione più equa delle responsabilità familiari tra donne e uomini, ed, infine, realizzando l’obiettivo di una società più giusta.
Certe di poter contare sul Suo pieno sostegno, La ringraziamo e salutiamo cordialmente

per il Coordinamento Italiano della Lobby Europea delle Donne

La Presidente                     Siusi Casaccia

La Segretaria Generale      Maria Ludovica Bottarelli Tranquilli- Leali”



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4 Responses to “WMI sostiene la Women Lobby per il congedo di maternità al Parlamento Europeo”

  1. laura says:

    Vorrei sottolineare che lo svezzamento di un bambino avviene al 6 mese, quindi 20 settimane sono comunque un po’ pochine!! non vi pare?

    • admin says:

      Cara Laura,
      grazie per seguire le nostre iniziative.
      In realtà penso tu sappia che 20 settimane si riferiscano al periodo di congedo per maternità (ovvero di attesa del bimbo, parto e successivi 3/4 mesi) e che fino ad oggi erano retribuiti all’80% mentre la legge che abbiamo contribuito a presentare propone il 100% dello stipendio.
      In seguito si puo’ usufruire del congedo parentale di 180 giorni retribuito al 30%.

      Siamo liete tu abbia critiche e proposte, ne abbiamo bisogno e ti invitiamo a collaborare con noi affinché una serie di diritti diventino realtà come con il duro lavoro che svolgiamo giorno dopo giorno di sensibilizzazione e realizzazione concreta di progetti per le mamme.
      Ti invito personalmente a far parte dell’associazione per contribuire concretamente in modo costruttivo alle iniziative di una entità che opera senza scopo di lucro per tutte le mamme e che al momento non sostieni in alcun modo.

      Grazie e ti aspettiamo,
      Maria Cimarelli
      Presidente WMI

  2. laura says:

    Si conosco perfettamente la legge perchè ne ho usufruito nel 2008. E proprio per la mia esperienza ribadisco che 5 mesi di congedo obbligatorio sono pochi perchè il bimbo deve essere seguito costantemente fino al 6 mese, cioè al suo svezzamento. Meglio 7 mesi all’80% che 5 al 100%. Ma questo è solo il mio parere da cui si può prendere spunto e arricchire, se pur solo verbalmente, un’associazione che opera senza scopo di lucro. Non ho ancora sostenuto con soldi questa associazione è troppo poco che vi conosco e non so se ne vale la pena

  3. admin says:

    Si ti capisco Laura.

    Hai tempo per lasciare commenti “costruttivi” ma non te la senti di impegnarti o dedicare tempo o iscriverti.
    Ognuna è libera di fare le proprie scelte.
    Fai bene a non iscriverti se non ti fidi, magari informandoti prima sarebbe anche meglio.

    Le mie scelte invece sono quelle di impegnarmi e mettere soldi su un progetto per mamme come te, anche non iscritte, ed abbiamo sostenuto e fatto approvare qualcosa di buono anzi molto buono per le mamme.
    Ma non facciamo solo quello.

    Detto cio’, ti invito a conoscerci, scusami ma tra le altre cose, mi devo dedicare a tutte le altre mamme.

    A presto, Maria